◊ Studiamo il Libro di Geremia in due parti (1-25 e 26-52) ma, in realtà, le grandi divisioni dell'opera sarebbero 3+1:

  1. Oracoli di giudizio sul popolo di Israele: 1-25.
  2. La "passione" di Geremia e la fine di Gerusalemme: 26-45.
  3. Oracoli di giudizio sulle nazioni: 46-51.
    — Appendice: la caduta di Gerusalemme: 52.

**NOTA BENE: come potete notare, studiamo il libro così come si trova nel Testo Masoretico, che è la forma ricevuta nella Chiesa latina e in quella siriaca. Nella Chiesa bizantina si riceve la forma contenuta in LXX**

◊ La nostra divisione in due significa che stiamo rinunciando ad approfondire gli oracoli contro le nazioni, concedendo la precedenza alle due prime sezioni.

◊ Vediamo più in dettaglio la struttura della prima sezione:

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(1) Vocazione

◊ Dal punto di vista della struttura, Ger 1,10 risulta chiave:

«Vedi, oggi ti do autorità sopra le nazioni e sopra i regni per sradicare e demolire, per distruggere e abbattere, per edificare e piantare» (Ger 1,10)

◊ È chiave perché le azioni enumerate vengono riprese insieme in momenti importanti del libro: vid. 18,7; 24,6; 31,28…

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(2-6) Oracoli di esordio

◊ I cc. 2-6 contengono la prima catena di oracoli. Come di solito in questo libro, si fatica a vedere la progressione tematica dell'insieme. Nonostante ciò e con un po' di buona volontà, sarebbe possibile dividere questa sezione in due parti:

  • Oracoli su Israele (2,1-4,4)
  • Oracoli su Giuda (4,5-6,30)

◊ Si noti che il termine "Israele" ha una certa ambiguità. Si può riferire al Regno del Nord (Samaria) o all'insieme del popolo eletto.

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(7-20) Corpo della sezione

◊ Ammetto che il titolo che ho scelto è veramente scarso. Ma non mi veniva un altro, perché questa sezione è abbastanza varia nel contenuto e, malgrado sia così lunga, non c'è modo di trovare sottodivisioni ragionevoli al suo interno.

◊ Segnalo tre elementi non sequenziali che conviene conoscere di questo blocco:

  • Il discorso del Tempio (7,1-8,3). Occupa l'inizio della sezione ed è molto importante. È da collegarsi al cap. 26. Qua troviamo l'espressione discorsiva dell'episodio e nel cap. 26 troveremo il racconto dell'avvenuto. Il punto chiave è l'annuncio della distruzione del Tempio. Quell'evento può essere ritenuto la manifestazione storica più significativa della parte negativa della missione del profeta: distruggere, sradicare… In vista a quella positiva: riedificare. La parte positiva avrà la sua espressione storica visibile nella ricostruzione del Tempio nel dopo esilio, ma ciò di cui si tratta va molto aldilà di un progetto edilizio. Si tratta proprio di dare un'impostazione nuova alla religiosità del popolo di Israele.
  • Azioni simboliche. Troviamo più racconti di azioni peculiari che porta avanti il profeta come una sorta di oracolo rappresentato: la cintura (13,1-11); il vasaio (18,1-12); la brocca spezzata (19). L'estremo di questa dinamica lo si trova nella richiesta divina del celibato di Geremia (16,1-21). La richiesta viene spiegata in funzione del suo immediato significato simbolico. Non resta chiara l'estensione temporale né le circostanze concrete di ciò di cui si parla.
  • Le "confessioni" di Geremia. Vengono così designati dei frammenti testuali non contigui (11,18-23; 12,1-6; 15,10-21; 17,14-18; 18,18-23; 20,7-18), nei quali il profeta si rivolge a Dio, per lo più con tono di lamento, in riferimento alla propria vocazione e missione. Ciò che rende speciali questi poemi è il fatto che solitamente i profeti parlano da parte di Dio, ma non parlano con Lui.

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(21-24) Sulla leadership del popolo

◊ È possibile trovare un filo che collega gli oracoli contenuti in questi capitoli. Riguardano la leadership politica (re) e spirituale (profeti):

  • Contro la casa regale di Giuda (21,11-22,30).
  • Contro i pastori (23,1-8). In realtà si potrebbe anche unire al precedente. Si può difendere ragionevolmente che la metafora del pastore serva innanzitutto per designare i re. Infatti, la soluzione del problema dei pastori la si trova nella rinascita del pastore più importante della storia biblica: il germoglio giusto di Davide del v. 5. La tematica dei pastori la ritroveremo in Ez 34 e Za 11.
  • Contro i profeti (23,9-40). Non dice "falsi profeti", ma solo "profeti". Anche è così in LXX. Per trovare un uso notevole del termine ψευδοπροφήτης nella traduzione greca di Geremia, occorre aspettare ai cc. 26-29 (33-36 in LXX), sempre traducendo נביא nabîˀ.
  • Visione dei canestri di fichi (24). In questa visione e susseguente spiegazione, si rovescia il senso che sembra davano al fatto del primo esilio: gli esiliati sarebbero i "cattivi" come si vede per il fatto che sono stati puniti.

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(25) Giudizio su Giuda e sulle nazioni

◊ Il cosiddetto "oracolo della coppa dell'ira" andrebbe molto bene come indice degli oracoli sulle nazioni. È fa quel ruolo nei LXX. Nel testo ebraico, che è quello che stiamo seguendo, occorre ammettere che resta un po' isolato.

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◊ Finalmente, ricordo che i punti da approfondire con l'aiuto della bibliografia sono la vocazione (c. 1) e le cosiddette "confessioni" di Geremia.

Ultime modifiche: martedì, 17 novembre 2020, 17:09